LETTONIA: la “tigre” d’Europa cresce del 4% e spalanca le porte alle imprese italiane

Linda Holcmane – Studio Progress.LV (www.progressltd.biz)

RIGA – Se un’azienda volesse investire nel Paese d’Europa dove c’è la maggiore crescita economica dove dovrebbe farlo? Bene, dati economici alla mano la risposta Lettonia lascia pochi dubbi. La Lettonia è oggi il Paese con le migliori performance di crescita del Pil tra i 27 Paesi dell’UE, (+ 5% nel 2011, +4% nel  2012) e rappresenta già da 10 anni una delle principali mete di investimento  di aziende scandinave, tedesche e austriache. Dal suo ingresso tra i 27 d’Europa nel 2004, la Lettonia è cresciuta con percentuali “cinesi” di incremento del proprio Pil, meritandosi l’appellativo  di Tigre del Baltico.  La forte crescita e l’eccessivo investimento nel settore immobiliare, concomitante con le fibrillazioni dei mercati finanziari, hanno portato la Lettonia nel 2008 all’interno di una clamorosa crisi economica.  Una decisa e pesante cura da cavallo, incentrata fortemente sul taglio delle eccessive spese del settore pubblico ha portato la Lettonia velocemente fuori dalla crisi già dal 2010, anno in cui si è registrata per la prima volta la ripresa economica  dopo i due terribili anni di tagli (2008, 2009). Oggi il giovane e competente governo lettone ha spostato le politiche di crescita sullo sviluppo concreto, legato alla produzione e all’attrazione di investitori esteri, capaci di portare risorse, investimenti e know-how. I vantaggi che rendono la Lettonia uno dei Paesi più attrenti del panorama europeo sono legati sicuramente alla tassazione flat sul reddito di impresa (15% sugli utili), all’incredibile snellezza del sistema burocratico e al basso costo della manodopera, molto giovane e fortemente scolarizzata. Se dovessimo però individuare un vantaggio concreto della Lettonia rispetto a tutti gli altri paesi dell’UE,  potremmo sicuramente dire che, la vicinanza logistica, culturale e mentale a mercati maturi, quali quelli del nord Europa e a mercati in forte crescita quali Federazione Russa, Polonia o Kazakistan, ne fanno un Paese di forte appeal per gli investitori. In Lettonia la giovane popolazione utilizza in maniera indifferente sia la lingua inglese che la lingua russa, adattandosi plasticamente agli investitori esteri che necessitano di personale scolarizzato capace di dialogare con i mercati dell’ex Unione Sovietica. La Lettonia oggi rappresenta uno dei Paesi più sviluppati dal punto di vista dell’informatizzazione e le nuove tecnologie sono utilizzate dalla quasi totalità della popolazione. Il sistema di protezione e sicurezza del cittadino è sviluppatissimo, la capitale Riga (800.000 abitanti) è una delle mete turistiche più ambite dai cittadini del nord Europa e dai russi, che approfittano della grande vivibilità della città per passare a Riga fantastici week-end. Investire in Lettonia significa avvicinare in modo concreto una realtà moderna, giovane, in forte crescita e capace di reagire in modo molto flessibile alle dinamiche del mercato. Il governo lettone ha inoltre varato negli ultimi anni importanti leggi che consentono la defiscalizzazione degli investimenti produttivi, anche attraverso un corretto utilizzo dei fondi comunitari dell’Unione europea, e ha previsto politiche concrete di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro dipendente (riduzione di 5 punti in 5 anni). Nel 2012 Il governo Lettone ha infatti ridotto di 1 punto percentuale l’Iva (dal 22% al 21%) e ha ridotto il peso delle tasse per i dipendenti dal 25% al 24%, in applicazione alle politiche di sviluppo dell’economia. Certamente in una situazione di crisi globale così incisiva e persistente, meraviglia la capacità di una piccola nazione di creare sviluppo e condizioni di lavoro molto interessanti.

 

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