Meno consumi, più fonti rinnovabili per Natura Nuova

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RAVENNA – Dopo un’attenta analisi e comparazione, sono stati calcolati i dati relativi ai consumi energetici che Natura Nuova, azienda di Bagnacavallo specializzata nella produzione di polpe e frullati di frutta e nei prodotti a base di proteine vegetali, destina annualmente per alimentare i propri impianti, che riguardano tre stabilimenti che occupano 150 addetti, 10 linee produttive che trattano 16mila tonnellate di frutta all’anno.  Ne emerge un quadro in linea con i principi che hanno da sempre animato l’azienda, che del rispetto per l’ambiente e sostenibilità ne ha fatto una scelta culturale, oltre che imprenditoriale: dal 2017 al 2018 il consumo energetico complessivo è sceso, infatti, dell’8%. Ma non è tutto: la produzione da energie rinnovabili (fotovoltaico e cogenerazione) è aumentata del 14% portando così l’autoconsumo di energia a un +11% e la riduzione di quella acquistata a -12%.

«L’attenzione per l’ambiente è uno dei nostri punti di forza. Disponiamo, infatti, di tre impianti fotovoltaici che forniscono il 50% del fabbisogno energetico e un cogeneratore che fornisce il 30% della restante energia. Inoltre, gli scarti di produzione (bucce di mele e scarti di tofu) diventano alimentazione per i biodigestori, mentre i materiali di imballo utilizzati sono certificati FSC, dunque riciclabili e sostenibili. Difendiamo la nostra terra attraverso delle scelte concrete, riducendo al massimo l’impatto ambientale. Per il benessere e il futuro di tutti», sottolinea Gabriele Longanesi, fondatore di Natura Nuova.

Dal 1994 l’azienda produce polpe e frullati di frutta naturali, senza l’aggiunta di zuccheri o di conservanti, e confeziona le puree composte al 100% da frutta in vaschetta o nel pratico formato in sacchetto (doypack). Da sempre Natura Nuova lavora sia la frutta tradizionale sia quella proveniente da coltivazioni biologiche e, recentemente, ha introdotto anche la lavorazione delle verdure. Non solo: è anche produttrice di proteine vegetali come il tofu, il tempeh e il seitan.

 

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