Nel cuore della Barbagia, Orgosolo – circa 3.900 abitanti – guarda alla transizione energetica come a una scelta di autodeterminazione del territorio. La nascita della Comunità energetica rinnovabile rappresenta per l’amministrazione comunale e per i cittadini un percorso che intreccia sostenibilità ambientale, partecipazione civica e nuove opportunità economiche. Il sindaco Pasquale Mereu e il responsabile Cer Luca Meloni raccontano come è nato il progetto, quali sono stati i passaggi principali e quali prospettive si aprono per il futuro energetico della comunità.

Quando il tema della transizione energetica e il progetto di una Cer sono entrati nell’agenda politica della vostra amministrazione?
Mereu:«Tra il 2022 e il 2023 abbiamo iniziato a vedere che sulla piattaforma di Terna comparivano progetti per impianti eolici nel nostro territorio, in particolare in aree di grande valore ambientale, sismico e archeologico. Questo ci ha portato a prendere coscienza del rischio che interventi di questo tipo potessero compromettere il nostro territorio. Da lì è nata l’esigenza di pensare a un’alternativa: la creazione di una comunità energetica rinnovabile, che ci permetta di produrre energia per il territorio e contribuire concretamente alla riduzione delle bollette. L’energia prodotta dai grandi impianti eolici in Sardegna, infatti, spesso è destinata all’esportazione e non ai cittadini sardi».
In che modo la cittadinanza, le imprese e le associazioni hanno condiviso questo percorso?
Mereu:«All’inizio la risposta non è stata particolarmente ampia. Abbiamo però insistito molto, organizzando incontri pubblici e momenti di confronto con la comunità. Oggi la situazione è cambiata: sono i cittadini stessi a chiederci nuovi incontri per capire meglio l’evoluzione del progetto. Stiamo già registrando diverse adesioni e crediamo che alla prossima riunione pubblica, prevista per aprile, ci sarà una partecipazione ancora più significativa».
Come è nata la collaborazione con Albatros per il progetto Cer?
Mereu:«Albatros aveva già ricevuto un incarico dal consorzio Bim Taloro, che riunisce 17 Comuni, tra cui anche il nostro. In quel contesto ha iniziato a lavorare con diverse amministrazioni per sviluppare progetti legati alle comunità energetiche. A un certo punto si era aperto anche un confronto con Enel, ma molti comuni hanno ritenuto opportuno proseguire il lavoro già avviato con Albatros, che aveva sviluppato un progetto avanzato e ben strutturato. Così abbiamo deciso di continuare su questa strada insieme ad altre amministrazioni locali».
Quale supporto avete ricevuto da Albatros per affrontare gli aspetti tecnici, amministrativi e giuridici del progetto?
Mereu:«Il supporto è stato importante, soprattutto per la parte organizzativa e amministrativa. Un esempio concreto riguarda la costituzione della fondazione di partecipazione “La Tua Cer” che gestisce la comunità energetica. Si tratta normalmente di un’operazione che comporta costi elevati, anche superiori ai 30 mila euro. Grazie alla possibilità di ottenere il patrocinio da parte di diversi comuni, la spesa per noi è stata ridotta a una cifra simbolica, intorno ai 300 euro. Questo ha rappresentato un risparmio significativo per un comune delle nostre dimensioni».
Quali sono oggi i punti di forza della vostra comunità energetica?
Mereu: «Stiamo mettendo a disposizione numerosi tetti di proprietà pubblica: palestre scolastiche e impianti comunali, oltre ad alcuni edifici recuperati e riadattati negli ultimi anni. Parallelamente stiamo registrando un crescente interesse da parte dei privati. Alcuni cittadini hanno già installato impianti fotovoltaici sui propri tetti e questo sta generando un effetto positivo di passaparola. Inoltre, grazie ai contatti attivati da Albatros, alcune imprese installeranno impianti offrendo anche soluzioni di pagamento flessibili, comprese formule rateizzate. Questo potrebbe facilitare ulteriormente l’adesione di nuovi cittadini.»

Avete avuto riscontro dell’avviamento della Cer?
Meloni:«Abbiamo già avviato formalmente la procedura e abbiamo ricevuto un primo piccolo incentivo dal Gse, intorno ai 100 euro. Non è una cifra significativa in sé, ma rappresenta un segnale concreto che il percorso è partito. È un primo passo che conferma l’avvio operativo della comunità energetica».
Quando la Cer sarà pienamente operativa, come verranno distribuiti i benefici economici?
Meloni:«In questa fase stiamo lavorando su importi ancora contenuti, perché il numero dei partecipanti è limitato. La fondazione ha predisposto un regolamento che stabilisce le modalità di suddivisione dei benefici tra i membri della comunità. In futuro, quando la partecipazione sarà più ampia, si potrà valutare se destinare una parte delle risorse anche ad attività sociali o progetti per la comunità. Saranno comunque i partecipanti stessi a decidere come utilizzare queste risorse.»
Mereu:«La cosa più importante è continuare a informare e coinvolgere i cittadini. Bisogna organizzare incontri pubblici, anche ripetuti, perché il passaparola è fondamentale. Stiamo già mettendo a disposizione sul sito web del comune la piattaforma collegata al progetto Albatros, dove i cittadini possono trovare informazioni e modalità di adesione. Chi preferisce può anche rivolgersi direttamente agli uffici comunali per ricevere assistenza e capire come registrarsi e diventare soci protagonisti della nostra Cer».
Arianna Pinton




