Nel panorama della transizione energetica italiana, anche i piccoli comuni stanno sperimentando modelli innovativi di produzione e condivisione dell’energia. È il caso del Comune di Concamarise, in provincia di Verona, dove l’amministrazione ha avviato il percorso per la costituzione di una comunità energetica rinnovabile con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, imprese e territorio in un sistema energetico più sostenibile.Ne parliamo con il sindaco Marco Bonadiman e con Antonio Sghinolfi, responsabile dell’area tecnica comunale.

Sindaco Bonadiman, quando nasce il progetto della comunità energetica?
Bonadiman:«Il percorso è iniziato già durante la precedente amministrazione guidata dal sindaco Tulliani, di cui facevo parte. L’idea era mettere al centro della transizione energetica il cittadino, offrendo un’opportunità anche a chi non può installare un impianto proprio ma desidera comunque partecipare e ottenere un risparmio sulla spesa energetica. Con la nostra amministrazione abbiamo proseguito su questa strada fino ad arrivare alla concretizzazione della Comunità energetica rinnovabile».
Sghinolfi:«Il momento decisivo è stato nel maggio 2023, quando il Comune ha affidato alla società Albatros uno studio di fattibilità per la realizzazione della Cer di Concamarise.»
Come ha reagito la comunità locale a questa iniziativa?
Bonadiman:«L’idea è partita da una visione dell’amministrazione. In un comune di poco più di mille abitanti non ci sono grandi aziende energetiche, per cui abbiamo deciso di promuovere direttamente un primo impianto, compatibile con le dimensioni del territorio. L’obiettivo è creare una Cer che permetta ai cittadini di usufruire dei benefici della condivisione dell’energia».
Sghinolfi:«Va ricordato che la normativa sulle comunità energetiche è entrata in vigore alla fine del 2021, in pieno periodo Covid. Terminata l’emergenza, nel 2023 l’amministrazione si è attivata rapidamente per informare la cittadinanza e promuovere il progetto».
Bonadiman:«Abbiamo organizzato incontri con cittadini, imprese e professionisti, dai quali sono emerse diverse manifestazioni di interesse, sia come consumatori sia come produttori di energia. Questo ci ha permesso di avviare concretamente il percorso della nostra Cer».

Come è nata la collaborazione con Albatros?
Sghinolfi:«Il primo contatto è avvenuto durante una presentazione tenuta da Piergiovanni Argenton, ex amministratore e già sindaco di un comune veneto, che ci ha illustrato le opportunità offerte dalle comunità energetiche e gli sviluppi normativi del settore. Da quell’incontro è partito l’iter che ha portato alla realizzazione del progetto».
Bonadiman:«Argenton si è dimostrato un interlocutore molto qualificato. Attraverso la struttura di Albatros, che opera a livello nazionale, abbiamo potuto contare su un team di tecnici e consulenti che ci ha accompagnati lungo tutto il percorso».
Quale supporto concreto avete ricevuto per affrontare gli aspetti tecnici e amministrativi?
Bonadiman:«Albatros ci ha supportati sotto il profilo amministrativo, giuridico e tecnico, guidandoci passo dopo passo fino alla costituzione della nostra Cer».
Quali sono i principali vantaggi per i cittadini?
Bonadiman:«Il primo vantaggio è economico. Chi aderisce alla comunità può entrare o uscire senza vincoli e beneficiare di un rimborso sull’energia condivisa e consumata localmente. Quando abbiamo avviato questo percorso, le bollette energetiche erano ai massimi storici e questo ha certamente contribuito a rafforzare l’interesse verso soluzioni alternative».
E dal punto di vista ambientale?

Sghinolfi:«Le comunità energetiche nascono proprio con l’obiettivo di favorire sostenibilità ambientale e sviluppo sociale. Non si tratta solo di produrre energia rinnovabile, ma anche di creare modelli di collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni».
Bonadiman:«Il progetto è ancora in fase di crescita. L’obiettivo è raggiungere un equilibrio tra produttori e consumatori di energia. L’amministrazione comunale intende realizzare un primo impianto sulle strutture pubbliche, che potrà avviare la produzione energetica della comunità. In seguito potranno aderire anche cittadini che non producono energia ma desiderano consumarla con un risparmio in bolletta».
Quali sono oggi le principali criticità del sistema?
Bonadiman:«Il problema principale riguarda le infrastrutture di connessione alla rete elettrica. In tutta Italia le linee esistenti non sono sempre adeguate a gestire l’aumento di produzione da fonti rinnovabili. Confidiamo che il ministero dell’Ambiente possa accelerare gli interventi necessari per rendere più rapida la connessione degli impianti e sostenere concretamente la transizione energetica, anche nei piccoli comuni.»
Arianna Pinton




